La Valmalenco sale verso nord da Sondrio fino al massiccio del Bernina, al confine svizzero. È la valle più selvaggia che conosciamo e la meno battuta: a due ore da Milano sei tra ghiacciai, granito e paesi dove quasi nessuno parla inglese. Chalet Valmalenco è a Torre di Santa Maria, a un terzo della salita: tutto questo è a mezz'ora.
Ecco cosa facciamo davvero quando siamo lì, stagione per stagione.

Sci all'Alpe Palù
Il comprensorio sopra Chiesa in Valmalenco è piccolo per gli standard dolomitici e frequentato quasi solo da gente del posto. La funivia Snow Eagle porta 160 persone alla volta dal paese fino all'Alpe Palù: da lì lunghe piste rosse nel bosco di larici, ampie piste aperte più in alto e il Bernina davanti a te per tutta la discesa. Un sabato di febbraio, in coda all'impianto ci sono tre persone.
Caspoggio, sul versante più soleggiato, è ancora più dolce ed economico. Perfetto per principianti e bambini.
Scialpinismo nel Bernina
È questo che rende famosa la valle d'inverno. Il gruppo del Bernina è una delle grandi mete dello scialpinismo nelle Alpi, dalle uscite di mezza giornata alle traversate di più giorni.
Per la prima gita con le pelli il classico è il Monte Motta (2.336 m) da San Giuseppe: circa 900 m di dislivello su pendii aperti. Il Passo di Mello, a 2.992 m, è un altro mondo: una lunga salita da Chiareggio per la Val Sissone fino al cuore del gruppo del Disgrazia, solo per chi ha vera esperienza di alpinismo. Ancora più in alto, ai margini dei ghiacciai, i rifugi Marinelli e Bignami sono la base di itinerari attorno a cui si pianifica un anno intero.
Le condizioni cambiano in fretta. Se sei alle prime armi, vai con una guida, e leggi ogni mattina il bollettino valanghe della Lombardia.

Il ghiacciaio del Fellaria
Sali in auto a Campo Moro, sopra Lanzada, dove la strada finisce alle dighe, e incamminati verso il Rifugio Bignami. Il sentiero prosegue fino a un punto panoramico sul ghiacciaio del Fellaria: il ghiaccio precipita in una parete spezzata dal circo del Bernina e l'acqua di fusione scorre grigio-azzurra nel lago sottostante.
Circa quattro-cinque ore andata e ritorno a passo tranquillo, su buon sentiero e senza tratti esposti. La mezza giornata più spettacolare della valle: affollata nei weekend di agosto, deserta il resto del tempo.
Il sentiero glaciologico dell'Alpe Ventina
Da Chiareggio, in fondo al ramo occidentale della valle, il Sentiero Glaciologico Vittorio Sella sale verso il ghiacciaio della Ventina. I segnali lungo il percorso mostrano fin dove arrivava il ghiaccio, decennio dopo decennio. Il primo è molto più in basso dell'ultimo.
Due ore di salita, meno al ritorno, sentiero facile e un rifugio all'Alpe Ventina per pranzo. È qui che portiamo chi vuole capire le montagne, non solo guardarle.

Lago Palù
Un limpido lago glaciale a circa 1.920 m, circondato da larici, dove nelle mattine senza vento si specchiano le cime. Puoi salire a piedi da Chiesa tra boschi e pascoli, oppure prendere la funivia e fare un facile giro con i bambini. L'acqua è così fredda che fare il bagno è più una decisione che un piacere. Eppure non ha mai fermato nessuno.
Pizzo Scalino
Con i suoi 3.323 m, lo Scalino è la vetta simbolo della valle: una giornata lunga, una vera montagna, ma non tecnica per la via normale da Campo Moro. C'è però un piccolo residuo di ghiacciaio da attraversare, e a fine stagione non va sottovalutato. Dalla cima vedi tutta la catena del Bernina.
Più basso e facile, ma con una ricompensa simile: il Rifugio Cristina all'Alpe Prabello guarda dritto verso le stesse cime e si raggiunge in una mattinata.

Granito e pietra ollare
La roccia qui è serpentino e granito, non calcare, e ha dato forma alla valle. Le falesie attrezzate vicino a Chiesa offrono arrampicata sportiva breve e ripida su roccia ruvida e aderente. La pietra ollare cavata in valle si lavora da secoli per farne i lavec, le pentole rotonde che vedi ancora nelle cucine e sulle tavole dei ristoranti, e le pesanti piastre delle stufe che scaldano le case antiche.

In bici: Campo Moro e il Bernina
Da Sondrio la strada sale regolare fino a Chiesa, poi più dura fino a Campo Moro, a 1.990 m: circa 40 chilometri quasi senza traffico sopra i paesi, e poi una discesa davvero lunga. Vuoi di più? Scendi in auto o in bici a Tirano e prendi la strada del Passo del Bernina verso la Svizzera.
In bici o no, nelle giornate di pioggia la risposta è il Bernina Express da Tirano a St. Moritz: una linea Patrimonio UNESCO che in due ore e mezza sale dai vigneti ai ghiacciai.
Dove mangiare
La cucina valtellinese è cucina di montagna, senza compromessi. I pizzoccheri, pasta di grano saraceno con verza, patate e formaggio Casera, vengono da Teglio, un'ora più giù, e sono in ogni menu. Come gli sciatt, frittelle di grano saraceno con il cuore di formaggio fuso, e la bresaola, la carne di manzo essiccata che porta il nome della valle.
La sorpresa è il vino. Sui terrazzamenti esposti a sud sopra Sondrio cresce il Nebbiolo, con i nomi di Sassella, Grumello, Inferno e Valgella, e lo Sforzato, da uve appassite, è uno dei grandi rossi del Nord Italia. Dopo una giornata in montagna, una bottiglia di Sassella in valle costa meno di un bicchiere a Milano.
Chiedici prima di arrivare: ti diremo quale rifugio vale la camminata quella settimana e quale strada del passo è ancora chiusa.

